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Marone, Zone, Pregasso

22/9/2015

 
Nel post precedente ho raccontanto la prima intensa giornata della gita sul Lago di Iseo alla scoperta delle feste quinquennali.
Al risveglio, domenica, troviamo il cielo carico di nuvole che non fanno sperare nulla di buono.
Lo sapevamo, le previsioni indicano pioggia da fine mattina in poi ma per ora il tempo regge e dopo colazione siamo pronti a partire.
Il programma di Donatella, nostro anfitrione prevede la visita nel borgo di Vesto dove troviamo gli abitanti che stanno ultimando i preparativi per la festa del pomeriggio.

Attiriamo la loro attenzione e scambiamo volentieri qualche parola, non capita spesso di incontrare una banda così numerosa di fotografi tutti insieme.

Anche qui ammiriamo fiori di tutti i tipi realizzati con cura e perizia ad imitazione perfetta della natura.
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fotografia di Paola Azzali
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fotografia di Francesca Ruggieri
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fotografia di Dario Grimaldi
Fatto il pieno di fotografie ci spostiamo di pochi chilometri per visitare le Piramidi di Zone, riserva naturale.
Si tratta di un fenomeno causato dalla particolare composizione del terreno di origine morenica e dall'azione dilavante delle acque che hanno scavato e formato delle alte e sottili colonne sulle quali sono rimasti in bilico a foggia di cappello dei grandi massi.
Il panorama è inconsueto e quasi da fantascienza, difficilmente spiegabile a parole e quindi mi faccio soccorrere da un'immagine.

Dopo pochi minuti cominciano a cadere le prime gocce e quindi dobbiamo affrettarci a risalire alle auto.

Ormai è ora di pranzo, raggiungiamo l'agriturismo El Giardì dove Donatella ha prenotato, vedremo poi il da farsi.

A questo punto chi è a dieta può saltare questo paragrafo, non vorrei indurre in tentazione nessuno!
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Riempiamo una lunga tavola e accogliamo con entusiasmo dovuto alle camminate del mattino un'ottima pasta al ragù di cinghiale seguita da spiedini di legno di nocciolo ricoperti da sottili fettine di roast-beef, pancetta aromatizzata e contorno di patate al forno.
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Accompagna tutto un buon vino rosso che chi ha l'auto può purtroppo soltanto assaggiare.

Crostata o semifreddo alle more e caffè concludono il pranzo.

Intanto la pioggia che si era fatta insistente è cessata, possiamo scendere per raggiungere la processione che, vista la tregua atmosferica inaspettata è stata confermata.
Di buon passo raggiungiamo il corteo e partecipiamo alla lunga salita verso Pregasso anticipando la statua della Vergine portata dai volontari del gruppo alpino locale.
Poi ancora verso la chiesa di Pietro e Paolo lungo una ripida salita a gradoni che viene infine raggiunta da centinaia di persone, giovani e anziani ognuno col suo passo ma con decisione e volontà.

Al di la della festa ho trovato l'intera cerimonia intensa e carica di devozione e fede, toccante oltre il credo religioso personale.

Ormai il cielo è sgombro da nubi e il panorama verso il lago è incantevole.
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fotografia di Davide Fornari
Ci siamo riposati, abbiamo scattato gli ultimi selfie e poi siamo scesi a recuperare le valige, è ora di tornare a casa.
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fotografia di Davide Fornari
Come ultima sorpresa, quelli di noi che sono saliti fino alla chiesa ricevono in dono alcuni fiori che la gentile signora Fiorenza ci ha fatto avere.
La ringraziamo qui calorosamente per ciò che ha fatto per noi insieme a Donatella, sperando che ci possa leggere, ma se così non fosse siamo sicuri che qualcuno riferirà.
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fotografia di Francesca Ruggieri
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fotografia di Dario Grimaldi
Nonostante la lunghezza di questi post ho certamente dimenticato molte cose, è pur vero che molto non si può fotografare o descrivere facilmente, anche se ci si può provare.
Profumi, sapori, sensazioni, le risate, anche la fatica della salita, la pioggia o il vento vanno provati,  e sono sicuro che fra cinque anni gli amici di Parmafotografica  saranno ancora da queste parti per rinnovare questa bella esperienza.


Dimenticavo, forse torneremo sul lago d'Iseo già la prossima estate, perchè Christo ha promesso di farci camminare sulle acque... e non è una battuta di spirito.
Credeteci !

Festa di Santa Croce a Monte Isola

18/9/2015

 
Ammetto di essermi trovato in difficoltà nel trovare l'incipit di questa pagina.
Cultura, tradizioni, gastronomia, natura, sagre popolari, tutto concentrato in un fine settimana.
Da dove iniziare?
Mi tolgo d'impaccio con un'immagine, per mostrare i luoghi dei quali parleremo, un panorama che parla da solo.
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fotografia di Daniele Porcari (http://www.danieleporcari.it/)
Poi passo immediatamente a ringraziare a nome di tutti i partecipanti, Donatella Bontempi, amica e socia di Parmafotografica, originaria di questi luoghi e organizzatrice dell'evento in un modo che con una parola potrei riassumere con "perfetto".

Non è semplice realizzare una gita che ha coinvolto una ventina di persone tenendo tutto sotto controllo e lasciando nulla al caso, trovando anche il tempo durante la processione di domenica di portare il gonfalone della contrada.
Partiti da Parma sabato mattina di buon'ora ci siamo sistemati sulle rive del lago d'Iseo negli alloggi di Villa Serioli a Marone.
Vogliamo assistere e fotografare gli ultimi preparativi per la festa quinquennale di Santa Croce che si svolge a Carzano e alle cerimonie di Marone, sulla riva bresciana del lago.

Dopo una passeggiata per visitare il paese seguendo il percorso già addobbato per la processione serale ci siamo ritrovati sul lungolago per il pranzo al ristorante Mastro Marco.
Un buon menù di pesce, potrei dire a km zero se non fossimo sulle rive di un lago, pasta con la bottarga e del pesce di lago tipico, il coregone.
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fotografia di Donatella Bontempi
Nel primo pomeriggio con una passeggiata raggiungiamo il molo di Sale Marasino dove prendiamo il traghetto per Monte Isola.
Approdiamo a Carzano e troviamo la gente del paese in attività per preparare gli ornamenti della prossima Festa di Santa Croce che qui inizierà nei prossimi giorni.
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fotografia di Paola Azzali
La tradizione ormai secolare prevede che le strade lungo le quali si svolgerà la cerimonia religiosa vengano addobbate con arcate di rami di pino e migliaia di fiori di carta di ogni tipo, tanto ben fatti da sembrare veri.

Alla fabbricazione di queste minuscole opere d'arte partecipa ogni famiglia con "ricette" che si tramandano lungo le generazioni.
La leggenda narra che anche le api si posano spesso sui fiori di carta ingannate dalla somiglianza con quelli veri.
Passiamo qualche ora visitando le borgate, le stradine selciate e parlando con gli abitanti e cercando di catturare qualche buona foto delle operazioni di preparazione alla festa.

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foto di Fausta Bertolotti
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foto di Rossana Avanzini
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foto di Fausta Bertolotti
L'esposizione dei fiori è stata purtroppo rimandata, dopo tanto lavoro è necessario preservarli dalla pioggia prevista per domani.
Poco importa, il luogo è di per se splendido, vitale e pieno di attività.
Trovo un sentiero e salgo fino alla borgata di Masse tra prati e ulivi secolari.
Dall'altro si gode un panorama che Corot non esiterebbe a ritrarre in uno dei suoi dipinti.

Poco prima dell'imbrunire il traghetto ci riporta a Sale Marasino dove troviamo una bella festa-mercato ("Sale in Zucca") intorno alla cattedrale con in evidenza la zucca in tutte le sue preparazioni.

In serata saliamo nel borgo di Pregasso dove ci sono i tavoli riservati per la nostra compagnia presso la sagra del paese.
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Abbiamo assaggiato degli ottimi spaghetti al sugo di cinghiale, dei casoncelli che sono una pasta ripiena tipica del bresciano, salamine, formaggio fuso, involtini di verza, bollito, ottime torte miste, tutto innaffiato con robusto vino rosso.
Una cena sotto le stelle nel segno della migliore tradizione popolare italiana, dopotutto non si vive di sola fotografia.
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fotografia di Fausta Bertolotti
Qualcuno di noi termina la serata salendo alla chiesa di San Pietro e Paolo dove l'indomani terminerà la processione e verrà messa a riposo la statua della Vergine per i prossimi cinque anni.

Da lassù la vista spazia per tutto il lago, uno spettacolare panorama.

Marone è sotto, di fronte c'è Monte Isola con le sue borgate illuminate, a sud si vede Sale Marasino e Sulzano, a nord i monti chiudono la vista della costa bresciana ma ancora permettono di vedere le luci della riva bergamasca.
Rientriamo a Marone per la notte sperando che domani  il tempo possa reggere, sarebbe un peccato se la pioggia dovesse rovinare i delicati  fiori di carta che sono già stati sistemati nelle siepi.
Le previsioni sono pessime ma ... staremo a vedere.

Foto-maratona "Il prosciutto in un clic"

15/9/2015

 
Prima maratona fotografica a Langhirano in occasione del Festival del Prosciutto e primo posto per Massimo Marazzini, di Parmafotografica.
Da questa pagina a nome di tutti i soci ed amici,  i complimenti per la bella vittoria.
Qui sotto trovate le fotografie della sequenza prima classificata al concorso organizzato dal Fotocircolo Amatoriale Langhiranese, come si può notare buon gusto composizione e un pizzico di ironia sono stati la ricetta vincente.

Primo classificato per sequenza temi
Massimo Marazzini

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foto tema 1
C'è coscia e coscia

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foto tema 2
La realtà è come una fetta di prosciutto, non si mette sugli occhi ma si gusta
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foto tema 3
Il paese delle lunghe finestre
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foto tema 4
Quelli che... il prosciutto

Cambiamenti ed "Esperienze di Reportage" con E.Foroni

11/9/2015

 
Non sempre cambiare equivale a migliorare, ma per migliorare bisogna cambiare. (Winston Churchill)

E' proprio questo lo spirito che anima i soci di Parmafotografica e che ci rende ottimisti per il futuro.
Abbiamo recentemente lasciato una storica e feconda collaborazione con il Circolo Aquila-Longhi e siamo ora nella nuova prestigiosa sede di via Milano dove giovedì 10 settembre si è svolta la prima serata della nuova stagione dopo la pausa agostana.
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fotografia dI Davide Fornari
Dopo un gradevole brindisi in compagnia delle tante persone intervenute, i responsabili di AVIS, il presidente, Luigi Mazzini e Matteo Mazzini ci hanno accolto con calore, auspicando future iniziative che ci vedranno lavorare insieme per lo sviluppo di entrambi i gruppi.
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Per iniziare nella maniera migliore è stato invitato Ermanno Foroni, fotografo, viaggiatore, testimone dei più deboli e degli sfruttati ai quali ha sempre cercato di dare voce con le sue immagini.

Un ospite prestigioso e vulcanico che ha attirato un pubblico numeroso e interessato.

Foroni ha condotto la serata puntando non tanto sulle spiegazioni tecniche e analitiche della sua fotografia ma sul racconto delle sue esperienze nei luoghi più poveri e pericolosi del mondo.

La proiezione delle immagini è stato spunto per numerosi aneddoti raccontati con la sua verve che ha alleggerito episodi e foto di tragica intensità.
Dopo l'inizio dell'attività nel circolo GAD ben presto, complice il primo viaggio in Brasile, trova la sua strada nella fotografia di reportage e decide di scattare con pellicola in bianconero che si addice meglio al suo modo di lavorare e vedere.
L'approccio di Ermanno Foroni è sempre stato quello di vivere in prima persona le esperienze delle persone che sta fotografando, per quanto pericolosa e misera sia la loro esistenza.

L'importante dice, è mescolarsi con la gente, utilizzando abbigliamento e abitudini del posto, essere un camaleonte per ridurre il rischio e trovare opportunità.

Certo, occorre rispettare le tradizioni ma non troppo, bisogna essere curiosi, vedere cosa c'è dietro le porte chiuse, osare per ottenere immagini cariche di vita ed emozione.
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Foroni ci spiega che la carica vitale delle fotografie è più importante della perfezione tecnica o compositiva, sarà certamente vero ma nelle sue fotografie così potenti non manca certamente qualità.
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Negli ultimi trent'anni lo troviamo in Brasile nelle miniere a cielo aperto visitate anche da Salgado,  a Johannesburg, dove si prende una coltellata mentre fotografa in un mercato.

Lo vediamo sul fronte slavo rischiando per i colpi dei cecchini, in oriente dove per uno scatto a donne velate rischia il linciaggio, in Romania tra le persone che vivono nel sottosuolo dormendo tra i topi.

Lo ritroviamo ripreso dalla TV di stato come primo occidentale in Kabul dopo la guerra e in seguito a quella notorietà, intervistato dai principali giornali italiani e ospite in trasmissioni di grande successo come
 "Alle falde del Kilimangiaro".
Eccolo in Borneo per raggiungere una tribù quasi primitiva dove prende un'infezione ad una gamba per un graffio e resiste fino al salvataggio grazie alle strane pozioni e unguenti dello sciamano del villaggio.
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Considerate il fatto che Foroni non è un reporter professionista con alle spalle qualche giornale importante.

Parte senza appoggi con pochi soldi e senza programmi particolari se non quello di raggiungere la meta che si è prefisso, utilizzando i mezzi trovati sul posto, dalla bicicletta al bus al passaggio in auto.

Certamente senza timore di essere smentiti dobbiamo riconoscere  a Foroni oltre alle grandi capacità dal punto di vista fotografico e umano anche un incredibile coraggio che quasi sconfina nella temerarietà e soprattutto un'enorme buona stella che lo ha protetto durante tutti i suoi viaggi.
La prima bella serata si è conclusa per l'ora tarda e non certo per mancanza di argomenti di discussione anzi, speriamo in futuro di avere Ermanno Foroni ancora fra di noi per ascoltare i suoi incredibili racconti che sembrano quasi usciti dai romanzi di avventura di Joseph Conrad.

    Autore

    Parmafotografica

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